Affecting computing e home staging: vendere con le emozioni

da | Mag 29, 2022 | Senza categoria | 0 commenti

Affecting computing: che cos’è e quale legame ha con l’home staging?

Può esistere un legame tra home staging e affecting computing? Innanzi tutto, è importante definire come cosa sia l’affecting computing. Si tratta di un ramo dell’intelligenza artificiale che analizza le emozioni. Con l’affecting computing si può anche studiare il successo della vendita attraverso le emozioni. Infatti, in base a numerosi test sulle campagne di marketing, utilizzando il metodo EAI (Emotional Artificial Intelligence), si è dimostrato che comunicare attraverso le emozioni permette un incremento delle vendite o, comunque, porta a dei passi assolutamente efficaci nel marketing.

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Tutto ciò può avere collegamenti con l’home staging? Certamente, dato che l’home staging stesso si basa sulle emozioni, attraverso le quali può raggiungere il suo scopo finale, che è quello di trovare un acquirente o un affittuario di una casa. Pensiamo alla comunicazione attraverso delle belle foto che valorizzano gli spazi: le immagini, che devono comunque essere realistiche, sono un modo per comunicare delle emozioni, che possono colpire il potenziale acquirente, che deciderà di voler visitare la casa che ha “fatto centro” nella sua sfera emozionale. Non solo le immagini comunicano a livello emotivo, ma anche le parole giuste che sappiano spiegare al cliente il servizio dell’home staging e i suoi vantaggi. Parole semplici, ma accattivanti e convincenti.

Vendere con le emozioni e campagne marketing mirate

Si può davvero vendere con le emozioni? Sì, perché i dati dell’EAI, attraverso l’affecting computing, dimostrano che l’impatto emotivo in relazione alle vendite svolge intorno all’80% del processo che porta all’acquisto. Gli “emotional data insights”, ossia i “dati emozionali”, diventano il punto focale di ogni strategia di marketing vincente, a sfavore di eventuali sprechi economici e di intercettazione di target errati.  Tutto ciò diventa un grande vantaggio per un’impresa o un professionista che vende un servizio, che saprà, così, orientarsi al meglio per ottenere risultati concreti ed esaltanti.

Ma come possono le emozioni, in maniera pratica, svolgere un compito vincente? Si parte con l’impostare delle campagne marketing (sui social o pubblicitarie), dopo aver studiato le emozioni che possano generare conversioni in termini di visibilità o, addirittura, di acquisto. Si può puntare sulla positività, ma anche sulla sorpresa o la gioia. Sono emozioni molto forti e che fanno stare bene. Utilizzare emozioni totalmente negative nonché termini poco chiari può, invece, recare danni in fatto di azioni che porterebbero a un’eventuale vendita. Se, però, si parte da emozioni negative che poi portano a emozioni positive, le vendite possono arrivare in alto. Impostare delle campagne di marketing è solo il punto di partenza per meglio definire e conoscere il target che viene colpito dalle emozioni. In questo modo, si possono, quindi, raffinare le proprie tecniche di vendita e capire che cosa stia avendo successo o meno. L’affecting computing serve proprio per arrivare a questo.

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